Fuoco del Morrone illumina l’Eremo. Tappa anche a Sulmona e Pratola nel nome di Celestino V

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SULMONA – Verso la Perdonanza Celestiniana, nel nome di Celestino V, si rinnova il legame fra comunità peligne ed aquilane con la tradizionale staffetta che da Sulmona porta all’Aquila la fiaccola della pace. La fiaccola, simbolo di pace e fratellanza, torna a percorrere le tappe principali del cammino che Celestino V effettuò nell’estate del 1294 per giungere all’Aquila per l’incoronazione nella basilica di Collemaggio. Partita lo scorso 16 agosto dall’Eremo di Sant’Onofrio a Sulmona con l’accensione del fuoco nella grotta che ospitò il Santo, approderà il 23 agosto all’Aquila dove verrà acceso il tripode della Pace per dare il via alla 722esima Perdonanza Celestiniana. Un cammino intenso di riflessione, suggestione e preghiera, organizzato dal Movimento Celestiniano. Sono stati circa 150 i podisti che hanno illuminato l’Eremo di S. Onofrio, alla presenza del vice sindaco di Pratola Peligna Costantino Cianfaglione e del vice sindaco di Sulmona Mariella Iommi. Applausi ed emozioni anche nel capoluogo peligno lo scorso 17 agosto quando la fiaccola è approdata nella Basilica Cattedrale di S. Panfilo e in processione ha attraversato Corso Ovidio rendendo omaggio prima alla statua di Celestino V e poi posizionandosi sulla Rotonda di San Francesco, con la cornice dei musici e sbandieratori della Giostra Cavalleresca che rinnova “un patto di amicizia e d’integrazione con la Perdonanza nel nome di Celestino”, come ha ricordato il Presidente Onorario della Giostra Mimmo Taglieri. Partecipata e vissuta anche l’ultima tappa peligna del tripode della pace in quel di Pratola la sera del 17 agosto. In piazza associazioni, confraternite e movimenti con il sindaco e Presidente della Provincia Antonio De Crescentiis. La lettura della bolla del perdono e del messaggio dei giovani, novità assoluta dell’edizione 2016 della Perdonanza, è avvenuta sotto lo sguardo di Pietro Celestino, la statua del santo portata in piazza dall’Arciconfraternita della Ss.ma Trinità che da anni organizza la cerimonia. Sentite e chiare le parole di padre Quirino Salomone che ha invitato i presenti a trasformare “la porta di casa in porta santa per vivere il perdono nell’Anno Santo della Misericordia”.

Andrea D’Aurelio

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