Masterplan, Sel alza la voce: “Regione condanna la città a morire”

SULMONA – “Le scelte fatte con il Masterplan, non condivise con la città in nessuna occasione, e l’assenza di una interlocuzione credibile ed istituzionale, condannano il nostro centro a morire o al massimo a chiedere con il cappello in mano qualche favore”. Lo scrive in una nota il circolo Sel di Sulmona che plaude all’iniziativa del Commissario liquidatore della Comunità Montana Peligna Eustachio Gentile che ha strigliato il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso e il suo vice Giovanni Lolli per le scelte compiute. Sel nella nota non ci sta “a questo gioco di marginalizzazione di Sulmona nel quadro regionale” e chiede “un tavolo di confronto con la città, insieme al territorio, per poter esprimere tutto il nostro disagio e per poter rappresentare compiutamente i progetti di cui Sulmona ha bisogno”. “Già in altra occasione avemmo modo di dire che l’Abruzzo nel suo complesso dovrebbe ripartire dalle aree interne con un progetto di vero sviluppo al passo con i tempi. Sempre più invece”- fanno notare dal partito- “siamo diventati il bersaglio preferito della Giunta D’Alfonso e delle sue scelte”. “Non si può pensare”- concludono- “di tacitare le aspettative e le necessità di Sulmona prevedendo 12 milioni di euro sull’Abbazia Celestiniana mentre abbiamo una città che muore. La scelta può essere parzialmente condivisa ma nel contempo altre sono le scelte di cui abbiamo bisogno, a partire dalla rivitalizzazione del centro storico e da investimenti prioritari che ridiano a Sulmona il ruolo vero di città territorio.

Andrea D’Aurelio

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