Ospedale di Sulmona e 69enne pratolano morto poi a Terni, incalza Facchini del Tdm: “Si guardino in faccia i problemi della Sanità”

SULMONA – “Si guardino in faccia i problemi della sanità e si faccia chiarezza sull’episodio”. Così il responsabile del Tdm di Sulmona Edoardo Facchini sul caso di Lorenzo Di Nino, il 69enne pratolano morto il 12 agosto scorso nel piazzale del nosocomio di Terni, dopo essere stato colpito da un aneurisma toracico. L’uomo non avrebbe trovato nessun ospedale disponibile in Abruzzo per un intervento chirurgico urgente ed è stato trasportato in Umbria con eliambulanza. Il 69enne si è sentito male alle 7,30 nella sua abitazione di Pratola Peligna e il suo cuore ha cessato di battere alle 12,45. “Come Tribunale del Malato andremo a fondo per capire cosa è accaduto”- annuncia Facchini. “Non si può parlare di carenza di personale ad agosto perché le persone possono sentirsi male in qualunque momento e non si può rimanere senza assistenza medica”, incalza il responsabile del Tdm che aggiunge: “qualcuno dovrà spiegare come mai sette ospedali non hanno potuto far fronte alla situazione. E’ chiaro che manca organizzazione e bisogna cominciare a risolvere i problemi della sanità, senza più parlare di casualità”. Sull’episodio è intervenuto in queste ore anche il Direttore Generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila Rinaldo Tordera specificando che all’ospedale di Sulmona è stato fatto tutto il possibile e i medici hanno agito con tempestività, mettendo in contatto i familiari del paziente prima con l’ospedale di Chieti che aveva le sale operatorie tutte occupate e poi con quello di Terni dove purtroppo l’uomo è deceduto. Una vicenda che lascia incredulità e tristezza.

Andrea D’Aurelio

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