Polizia Scientifica di Sulmona esegue primo prelievo di Dna

SULMONA – La Polizia scientifica di Sulmona esegue il primo prelievo di Dna in provincia dell’Aquila. E’ stato il personale del Commissariato di Sulmona ad eseguire ieri un ordine di espiazione di pena detentiva in regime di detenzione domiciliare emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Fermo, originato da una sentenza di condanna divenuta definitiva, nei confronti di un cinquantenne domiciliato a Sulmona, per la pena residua di 6 mesi di reclusione. L’uomo è stato condannato per detenzione illegale di arma comune da sparo, reato commesso nel 2007 a Grottammare. Il cinquantenne è stato sottoposto dalla Polizia Scientifica al prelievo del dna, tramite apposito tampone con il quale è stato prelevato un campione di mucosa orale che verrà inviato al laboratorio centrale ubicato presso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per essere analizzato. I risultati saranno poi trasmessi alla Banca Dati Nazionale. Si tratta del primo prelievo effettuato dalla Polizia di Stato in provincia dell’Aquila. Il Dna – spiega la Questura dell’Aquila – viene prelevato a cinque categorie di persone: a chi viene arrestato in flagranza o sottoposto a fermo; a chi si trova in custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari; i detenuti condannati in via definitiva; a chi è destinatario di una misura alternativa al carcere; a chi sconta una misura di sicurezza detentiva in via provvisoria o definitiva. Il prelievo può essere effettuato esclusivamente nei confronti di soggetti, maggiorenni e minorenni, che hanno commesso reati, non colposi, per i quali la legge consente l’arresto facoltativo in flagranza. Sono escluse alcune tipologie di reato indicate dalla legge, quali i reati contro la pubblica amministrazione, quelli commessi da pubblici ufficiali, i reati fallimentari, societari o tributari. Il prelievo viene generalmente effettuato dal personale della Polizia Penitenziaria tranne che nei seguenti casi, in cui opera la forza di polizia che procede all’esecuzione della misura: applicazione di una ordinanza che dispone gli arresti domiciliari, la permanenza in casa o il collocamento in comunità; arresto in flagranza o fermo, qualora dopo la convalida non sia disposta l’associazione in carcere; applicazione di una misura alternativa alla detenzione, se il soggetto non è in stato di custodia; e applicazione di una misura di sicurezza detentiva, anche nella forma del collocamento in comunità.

Andrea D’Aurelio

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