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RUBRICA LIBRI a cura di Stefano Carnicelli: “La versione di Barney” di Mordecai Richler

23 Mag

RUBRICA LIBRI a cura di Stefano Carnicelli: “La versione di Barney” di Mordecai Richler

Con grande piacere, grazie al pensiero di un’amica, mi sono calato nella quasi cinquecento pagine del romanzo “La versione di Barney” di Mordecai Richler. Sono pagine infinite, senza tempo, poste in modo trasversale lungo l’asse della storia vissuta dai protagonisti.

Barney Panofsky è un ricco ebreo canadese e si occupa di produzioni televisive. E’ un uomo di successo, anche se è figlio di un poliziotto. A un certo punto della vita decide di narrare la sua storia. Ha superato i sessant’anni, ma sente il disperato bisogno di comunicare la sua “versione”. L’autobiografia vuole essere una replica, forte e decisa, al romanzo “Il tempo, le febbri” dell’eterno rivale, e nemico, Terry McIver. “Tutta colpa di Terry”… esordisce così, per avviare una scrittura “fiume” e liberarsi dall’accusa di omicidio, mossa da McIver, dell’amico Bernard “Boogie” Moscovitch.

Il romanzo è diviso in tre parti e ogni sezione è dedicata a una delle tre mogli che Barney ha avuto nella sua vita. La bellezza del libro sta in una stesura spesso confusa e disordinata, certamente autentica e coinvolgente. La narrazione è senza filtri e non segue una sequenza temporale logica e precisa. Arriva diretta e prende il lettore, come fosse un raccontare a presa diretta. Passato e presente si intrecciano per descrivere episodi simpatici e appassionanti. Si parte dagli anni cinquanta, in una Parigi frequentata da aspiranti artisti. Nel romanzo ci sono continui voli pindarici che portano il lettore a spasso in un tempo vissuto con grande trasporto emotivo. Queste parabole narrative, apparentemente caotiche, risulteranno davvero avvincenti.

Oltre ad una trama attraente, la forza del testo è racchiusa nella figura del protagonista. E’ difficile che il lettore non s’innamori di Barney Panofsky. Appare sotto ogni aspetto caratteriale, comprese le innumerevoli imperfezioni. Barney si lascia ammirare, criticare per una vita non proprio regolare. E’ un personaggio divertente che ispira una profonda simpatia.

Tra le pagine del romanzo si resta attratti dal protagonista. Colpiscono le sue bugie, la naturale irriverenza, gli scatti d’ira, i pensieri spesso ottusi e limitati, i vizi, gli eccessi alcolici. Potrebbero sembrare come aspetti deprecabili e invece, al contrario, rappresentano passaggi descritti con tale leggerezza da rendere “bello” un uomo tutt’altro che puro e onesto. Barney è un alcolista incallito, un presunto assassino, un eterno egoista, un marito e un padre imperfetto… eppure piace, ispira affetto, tenerezza.

Nella prima sezione del romanzo il protagonista presenta la prima moglie, Clara Charnofsky, sposata a Parigi. Ed è qui che morirà suicida. Dopo la morte sarà riconosciuta come una grande artista. La parte successiva è dedicata alla “Seconda Signora Panofsky”. E’ una donna ricca che ama parlare fino a essere snervante. Per lei conta solo apparire. E’ un rapporto destinato al fallimento; durerà solo due anni.

E’ nella terza sezione che forse si entra nella scrittura più intensa dell’intera narrazione. C’è Miriam: l’eterno vero amore di Barney. Gli darà i suoi tre figli: Michael, Saul e Kate. Nella più totale imperfezione e superficialità che caratterizzano la vita del protagonista, quello con Miriam si presenta come un rapporto puro e intenso.   

Miriam ci sarà sempre; anche negli anni dopo il divorzio. Sono i periodi in cui Barney virerà verso un tempo di solitudine del cuore. La purezza di questo amore supera il tempo e vince l’attesa. Nonostante i primi segnali di un inaspettato Alzheimer, Barney sente che tornerà, anche se Miriam ora vive con un altro uomo.

In verità i passaggi tra le varie sezioni non sono così netti e decisi. La presenza di continui flashback, a tratti anche caotici, impreziosisce la narrazione rendendola davvero gradevole. E’ per questo che non puoi chiudere la lettura del romanzo senza un sorriso di complicità con Barney Panofsky.

                                                                                               Stefano Carnicelli

Mordecai Richler (1931-2001) è uno scrittore canadese. E’ considerato uno dei più grandi scrittori di lingua inglese. Ha pubblicato numerosi romanzi ma si è dedicato anche alla scrittura di saggi e libri per bambini. E’ autore di diverse sceneggiature. Tra i suoi scritti ricordiamo Il mio biliardoQuest’anno a GerusalemmeSolomon Gursky è stato quiL’apprendistato di DuddyUn mondo di cospiratori, etc. La versione di Barney è stato pubblicato per la prima volta nel 1997. Dal libro, nel 2010, è stata realizzata una trasposizione cinematografica.

Titolo: La versione di Barney

Autore: Mordecai Richler

Editore: Adelphi

Pubblicazione: 1997

Pagine: 490

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