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RUBRICA LIBRI a cura di Stefano Carnicelli: “Sclero” di Edoardo Vecchioni

4 Nov

RUBRICA LIBRI a cura di Stefano Carnicelli: “Sclero” di Edoardo Vecchioni

Leggendo Edoardo Vecchioni potrei dire “Buon sangue non mente”. Con il suo romanzo “Sclero”, edito da Sperling & Kupfer, l’autore da una prova importante della sua bella scrittura. Cornelio è un romantico sognatore, un giovane che ama la vita. Scopre, purtroppo, di avere la sclerosi multipla. Sembrerebbe quasi pronto per affrontare questo terribile destino; chi non è pronta è Veronica, la sua ragazza. Impaurita fugge via dalla sua vita. Un pretesto la malattia? Forse era da tempo che aspettava, stanca di Cornelio e del suo essere “allegramente” bambino anche da adulto. È un avvio di narrazione decisamente drammatico che apre gli spazi della solitudine.

L’autore costruisce una trama narrativa interessante attraverso incroci di destini e di storie. In città c’è una CineChiesa, ricavata in una vecchia chiesa sconsacrata, che proietta vecchi film poco conosciuti, di nicchia, decisamente impegnativi. L’idea è di un personaggio alquanto bizzarro, Angelo Parilia, un ricco professore affetto da nanismo ma dotato di un carisma particolare. Cornelio non potrà che restare affascinato e catturato dalla personalità del suo nuovo amico.

Quella di Edoardo Vecchioni è una scrittura giovane, curata, con costanti riferimenti al passato, alla storia, al mito, agli dèi, al cinema. Dagli spazi dedicati alla cultura classica, passa agevolmente al mondo contemporaneo, muovendosi tra fumetti, serie tv e videogames. La sua è una narrazione affascinante, corale, intensa; ricca di spunti di riflessione e di analisi. Non si resta inermi davanti a queste pagine; si crea quella sana curiosità che spinge il lettore a capire, a documentarsi anche esternamente… come un novello Sherlock Holmes, con quella sua personalità un po’ aliena ma geniale. Nel suo raccontare, l’autore srotola gli altri personaggi, ognuno con il suo particolarissimo destino.

Abbiamo l’anziano Napoleone, un ex doppiatore cinematografico di successo. Vive un tempo che si trascina triste verso la fine. Si aiuta a vivere facendo uso di droghe leggere. Gli è rimasto solo il suo cane dopo aver perso l’amata moglie Nora; lei che cantava come Billie Holiday. Napoleone frequenta da sempre l’AmikAmokA, un locale originale e accogliente gestito da Kista e Manjula Khan e dalla loro figlia Ambra. L’idea di fondo è quella di dare un po’ di calore al prossimo attraverso la caffetteria… il loro piccolo pezzo di mondo.

Cornelio diventa un personaggio tragico. Soffre perché scopre di essere malato. Soffre per solitudine. Soffre perché non trova soluzioni ai suoi problemi. Arriverà in soccorso Angelo. Proporrà all’amico un gioco ambizioso fatto di prove da superare. In tutto sono cinque; ideate facendo riferimento agli imperatori romani. Un gioco quasi più reale della realtà. Angelo vuole vincere la paura della morte che si è impossessata di Cornelio; un modo per far valere, da vincitore, la propria giustizia. Lo sprona al punto da avviarlo verso un nuovo e inaspettato viaggio… il viaggio dell’eroe. Lo vorrebbe nuovamente imperatore del proprio destino. Nerone, Claudio, Aulo Vitellio, Caligola, Gaio Giulio Cesare… vengono ricordati, dall’autore, anche nelle loro dinamiche storiche e caratteriali. Sarà proprio su quest’ultimi aspetti che Angelo idea le sue fantasiose prove.

Cornelio si sentirà catapultato nei giochi proposti; a tratti diventeranno anche crudeli. La nuova esperienza sarà ossessionante, una dipendenza da cui non riuscirà a sottrarsi. Anche Yayo, l’eterno amico di Cornelio, subirà gli effetti negativi della terza prova. Nel proseguo della storia, Angelo si mostrerà come un abile manipolatore. Quella figura di uomo dal cuore grande, di persona generosa e altruista, lascerà spazio a un latente cinismo, ai confini con la pura cattiveria. È un perfetto calcolatore con degli obiettivi ben precisi. Ne scaturisce una contrapposizione tra buoni e cattivi, un po’ come tutte le vicende che investono la realtà di tutti i giorni.

Dopo una prima parte dedicata maggiormente alla costruzione della storia e alla rappresentazione, anche emotiva, dei protagonisti, l’autore traghetta la sua scrittura in altri ambiti letterari. È qui che il romanzo cambia decisamente passo. La narrazione accelera, entra negli spazi del giallo. C’è avventura e azione; ci sono le coincidenze, i ritorni e nuovi incontri. Nonostante l’intensità del ritmo narrativo, Edoardo assicura una bella pausa emotiva nel proporre la storia d’amore tra Napoleone e Nora. La loro è una storia delicata e toccante. Anche a distanza di moltissimi anni, Napoleone ne ricorda ogni minimo dettaglio. Una storia fatta di piccole cose, di sorrisi, di complicità. Tra di loro esisteva l’eterna voglia di viversi; era durata per oltre trenta anni, fino a quando Nora era venuta a mancare. Diversamente, quell’amore sarebbe finito perché non può esistere un amore falso che regga l’impatto del tempo. Sarà proprio Napoleone, con le sue parole, a trasmettere a Cornelio la forza emotiva di questo grande amore; una forza così potente da distoglierlo dall’ultima terribile prova che avrebbe generato l’orrore della distruzione.

Da ultimo, mi piace segnalare delle spontanee riflessioni emerse dalla lettura. Malgrado la giovane età dell’autore, ho trovato la sua scrittura matura e profonda. C’è, nella scrittura di Edoardo, la riscoperta della bellezza delle piccole cose. L’AmikAmokA è un locale unico, particolare ed empatico, anche nei rapporti umani con i clienti. Appare ben lontana dalla freddezza delle ricche catene di caffetterie replicate, con indifferenza, in ogni angolo di mondo. Il locale, per mano dei suoi gestori, resisterà alle lusinghe del progresso che vorrebbero vederlo abbattuto per nuove espansioni urbanistiche. La storia d’amore tra Napoleone e Nora vive di dolcezze, purezza e vivacità. Ci sono le reciproche presenze dei corpi e del dialogo. È una storia bellissima che si trova agli antipodi delle moderne relazioni adagiate sulla labile scia di un dialogo freddo costruito sulla potenza dei social, dei video giochi e dei messaggi. Napoleone resterà al fianco di Nora fino all’ultimo istante, nonostante la gravità della sua malattia. Veronica, diversamente, fugge da Cornelio. Il segreto? Sapersi reciprocamente accettare e capire. In amore ciò che conta è il “Quand’è” più del “Dov’è” … tra due persone è importante la dimensione temporale più di quella spaziale; trovarsi nello stesso tempo da vivere, perché il tempo è vita. 

                                                                                                          Stefano Carnicelli   www.stefanocarnicelli.it

http://www.stefanocarnicelli.it http://www.stefanocarnicelli.it

Edoardo Vecchioni è nato a Desenzano sul Garda nel 1992. E’ il figlio della scrittrice Daria Colombo e del Prof., scrittore e cantautore Roberto Vecchioni. Ha conseguito la maturità scientifica e si è diplomato presso la Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, dove si è specializzato in scrittura multimediale. Ha pubblicato diversi articoli per il giornale l’Unità.

Titolo: Sclero  (il gioco degli imperatori)

Autore: Edoardo Vecchioni

Editore: Sperling & Kupfer

Pubblicazione: 2021

Pag.: 244

Costo: euro 16,90      

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