RUBRICA LIBRI a cura di Stefano Carnicelli: “Il vino e le rose” di Claudia Conte

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Imbattendomi, con rispetto, nella scrittura di Claudia Conte, ho potuto apprezzare e fare mie storie di donne. Donne che soffrono, ridono, amano … donne che sanno abbracciare la vita per cullarla con la purezza dei sentimenti del cuore. Claudia Conte è una giovane “penna” e naviga con coraggio il difficile mare del romanzo.

Nel testo (“Il vino e le rose” L’eterna sfida tra il bene e il male) ci sono tre eroine dei nostri giorni; sono tre ragazze, prima, poi donne con caratteri diversi ma con il cuore pronto ad accogliere la felicità e l’amore. Irene è una ragazza buona, sensibile. Vive in un mondo tutto suo, riservato, quasi isolato dal resto del mondo. Ha una particolare vocazione verso il vivere solitario ma tutto ciò non rende il suo carattere meno attraente al cospetto delle poche amicizie che vive. Irene dispensa buon senso, saggezza; è sempre pronta a spendere una parola buona o a dare un buon consiglio a un’amica. Luisa è una sua compagnia di scuola. Diversamente da Irene, è vulcanica, in perenne movimento. Ama vivere la vita senza sprecarne nemmeno un attimo. Adora i “brividi notturni”, il chiasso del mondo, le feste, gli incontri. Con il tempo scoprirà che la disperata ricerca dell’impiego del tempo, forse, altro non era che una recondita paura verso il tempo fermo … quello della riflessione. Forse una timidezza malcelata sfociata poi in un vivere sfrenato? Ed ecco finalmente Eva. Irene la conosce su face book. Tra le due nasce una bella amicizia, in seguito “estesa” anche a Luisa. Eva è una ragazza profonda e decisa; uno spirito brillante che la porterà a emergere nelle esperienze che, con fermezza, vivrà nella vita. Eva dapprima percorre un destino non suo – quello sognato dai suoi genitori -, per divenire, in seguito, a pieno titolo, vera e unica protagonista della propria esistenza.

Non ci sono solo le storie narrate nella scrittura di Claudia Conte. L’autrice alterna il puro, garbato, discreto racconto con spunti che spaziano dalla filosofia alla saggezza umana, dalla fede religiosa al buon senso. Propone questi passaggi quasi fossero dei momenti di pausa in cui il lettore può fermare la storia per assaporarne al meglio i contenuti. C’è tanto equilibrio in queste sapienti soste di lettura. Ritroviamo i riferimenti alla felicità. Essa esiste … va inseguita, scovata, respirata. Una vita piena e ricca di buoni sentimenti ha in sé il seme della felicità. E l’amore non può che favorire la “transumanza della stessa felicità nelle nostre cellule”. Diversamente, esisterebbero la solitudine, il dolore, la tristezza. Il non aver cercato la felicità non è solo un rimpianto ma uno dei peggiori peccati della condizione umana.

Le esistenze avanzano. Le vite delle tre protagoniste crescono, inciampano, impattano contro le difficoltà che il destino propone. Ognuna avrà la fortuna di incontrare l’amore; a volte, semplice da vivere … in altri casi, complesso e burrascoso. Ci saranno esperienze di lavoro diverse con gli inevitabili “alti e bassi”. Non potranno mancare le preoccupazioni legate ai problemi di salute o al tunnel delle droghe, magari riferiti a una persona amata.

L’autrice ci propone un interessante parallelismo tra “disordine umano”, connesso con le singole esistenze, e “disordine sociale”, riferito all’intera società. L’intero mondo moderno si sente minacciato da fenomeni come il terrorismo o la profonda crisi finanziaria in corso. Il tutto appare come un meccanismo di autolesionismo; una sorta di “l’uomo uccide l’uomo”. Si perdono i sani ideali, i famosi “ponti morali” come la religione, la famiglia, il senso “buono” di appartenenza. I veri fallimenti, forse, sono stati registrati proprio dalle diverse dottrine politiche sparse, qua e là, per il mondo. Da qui nasce la giusta provocazione dell’autrice. Non sarebbe forse utile tornare agli importanti insegnamenti di Gesù? Sicuramente il mondo tornerebbe a essere migliore di quello attuale.

Un altro elemento ricorrente nel romanzo è certamente il coraggio. Il coraggio, in modi diversi, appartiene alla vite delle tre protagoniste. Ognuna avrà la forza di rendersi libera, di essere se stessa per non diventare una delle tante “mentitrici” imposte dalle convenzioni sociali. E qui s’innesca tutta la bellezza del sogno; non come qualcosa d’indefinibile ma come un progetto plausibile da inseguire con coraggio.

A distanza di anni, le tre amiche si ritroveranno. Ormai donne, mostreranno, intatto, il sorriso di sempre; la stessa voglia di vivere di un tempo. Ci sono i bilanci della vita, le assenze; ma ci sono anche i più bei sentimenti … proprio quelli che hanno dato un senso profondo alle rispettive esistenze. Ormai hanno ben imparato che l’abbraccio tra loro è l’elemento fondamentale per affrontare la vita, pur nell’eterna sfida tra il bene e il male. Perché in fondo, il vero senso della vita stessa, sta proprio in quelle piccole, infinite cose che sanno aprire le porte del cuore.

Una scrittura, quella di Claudia Conte, ricca di positività e di elementi interessanti. Un piccolo, dolce manuale per vivere meglio l’esistenza umana.

Stefano Carnicelli

http://www.stefanocarnicelli.it/

Claudia Conte nasce a Cassino nel 1992 e vive a Roma. E’ attrice, presentatrice e scrittrice. Appassionata di scrittura poetica, ha pubblicato la silloge “Frammenti rubati al Destino”, per l’editore Galassia Arte. Nel 2013 è fondatrice di “Nova Era”, Associazione di promozione sociale che si occupa, attraverso l’espressione artistica e in particolare l’audiovisivo, di progetti con tematica sociale, cui è particolarmente sensibile. Nel 2014 ha pubblicato il suo primo romanzo “Soffi Vitali. Quando il cuore ricomincia a battere”. Claudia collabora anche alla realizzazione di svariati progetti artistici.

Claudia Conte: “Il vino e le rose”, Armando Curcio Editore (2017), pag. 283, euro 14,90.

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