RUBRICA LIBRI a cura di Stefano Carnicelli: “La vita che si ama” di Roberto Vecchioni

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La felicità può apparire silenziosa, discreta, distesa sulle belle pagine di un libro. Con l’approccio della sana curiosità e l’audacia del navigante, mi sono immerso nella nuova scrittura di Roberto Vecchioni. E qui ho scoperto un mondo, entrando negli spazi più intimi e segreti di chi, da sempre, sa arrivare al cuore delle persone. Ho trovato un testo potente, un inno alla felicità. Un raccontare e un raccontarsi che hanno il sapore di una vita vissuta con profonda intensità emotiva e affettiva. Il libro ha un sapore nuovo che va ben oltre i precedenti romanzi. Per un momento, il Professore “trascura”, se così si può dire, i suoi preziosi insegnamenti provenienti da molto lontano … dalla bellezza della storia e della poesia. Al contrario, prende il lettore per mano e lo conduce nei luoghi veri della felicità. Perché la felicità non si definisce … c’è, c’è sempre, in ogni piccolo frammento di vita. Roberto apre le porte della sua stessa vita, del cuore. Si mostra, si palesa come realmente è. Non ci sono trucchi, non ci sono alterazioni. Accoglie il lettore come ospite gradito nelle stanze della sua esistenza. La scrittura è piena e totale, ricca di insegnamenti di vita. Si inseguono storie ed episodi la cui matrice comune è sempre la felicità. Nel mezzo di una trascinante e appassionante scrittura, ci sono i testi di brani importanti … proprio quelli che aveva dedicato alle persone più care. Parlando della donna amata, Roberto Vecchioni la descrive come la persona che avrebbe potuto conoscere in qualsiasi momento della sua vita, a qualsiasi età. E in ogni tempo, da quell’incontro, ne sarebbe sempre uscito profondamente innamorato. Come dire: “Eri lì e ci sei sempre stata” … nessuna dichiarazione d’amore poteva essere più bella! E poi la casa, descritta in modo meraviglioso fino a renderla viva. La casa è lì, ferma, forte, sempre pronta ad accogliere e a donare gioie perché tra le sua mura, si viveva la vita. La narrazione è ricca di ricordi e di tanti momenti che appartengono a tempi diversi. Roberto propone un nuovo concetto di tempo, più maturo, certamente più forte. E’ un tempo che non fugge, non si dilata lungo l’asse che misura lo scorrere degli anni. Al contrario, appare verticale, concentrato; così forte da contenere, nella bellezza dell’istante, tutto il vissuto … passato, presente e futuro. Tutto è a portata di mano, tangibile e non c’è la paura di vivere l’attimo. Non possono mancare i riferimenti all’amore e all’amicizia; sentimenti che possono avere anche il sapore dell’eterno.STEFANO CARNICELLI FOTO 1 E’ il turno del destino … apparentemente invincibile, duro, sprezzante. Il Prof. ci illumina sulla necessità di avere il giusto coraggio per batterlo, per sbugiardarlo. Ci vuole incoscienza, fermezza, istinto, audacia; in questo modo anche un destino irremovibile può essere battuto, nel trionfo della felicità. Non c’è pausa emotiva in questa bella lettura. Gli episodi narrati sono tanti e avvincenti. Qualche riferimento sull’antico amore, Saffo, e sulla forza di cercare la vita, così come la morte, sempre nella bellezza della luce. Roberto Vecchioni è un autentico regista. A uno a uno, ci presenta gli attori della sua vita, i protagonisti di un’esistenza condotta ben oltre la soglia di uno scontato vissuto. Ci sono i figli, c’è Daria, c’è Aldo … suo padre. Era Aldo e basta, un navigatore solitario, un signore d’altri tempi, un uomo felice. Roberto ne dipinge il carattere, con tutti i difetti che ogni uomo può avere. La sua scrittura rende Aldo una persona così bella da suscitare simpatia e ammirazione. In fondo anche lui, nella confusione di una vita irregolare, viveva con il disperato bisogno di avere la considerazione delle persone amate. E infine arriva Lei … Lei che c’era sempre; sin dal principio, per aver assicurato e dato la vita. Perché una madre c’è sempre: nei momenti di gioia e in quelli della tristezza, nel tempo in cui ci s’innamora ma anche quando si soffre per amore. Perché solo una madre può insegnare la dolcezza della vita e trovare le giuste parole e le carezze per curare le delusioni. Non si può uscire dalle pagine del libro senza aver fatto un pieno di felicità. La sento e “la voglio addosso come una febbre”, come un risultato cercato e sperato, come un cerchio che si chiude nella sua perfezione geometrica. “La vita che si ama” è una lettura per ognuno di noi. Con l’attenzione che merita, pagina dopo pagina, regala il sorriso della gioia e la soddisfazione dell’anima. Ciò che Roberto Vecchioni insegna è di una semplicità disarmante: ci illustra la felicità … forse la migliore cura per una società ormai intristita sotto il peso delle sconfitte. Ci dimostra, raccontandoci la sua vita, che la felicità è dentro ognuno di noi. Può essere nascosta o poco visibile? E’ vero. Sta a noi, cercarla … per farla accadere e per coglierla proprio nei luoghi in cui si cela. L’importante, è sapere che c’è … e questo dipende solo da noi.

Stefano Carnicelli
http://www.stefanocarnicelli.it

Roberto Vecchioni è nato il 25/6/1943 ed è sposato con la scrittrice Daria Colombo. Hanno 4 figli e vivono a Milano. Roberto è uno dei padri storici della canzone d’autore in Italia. Ha inciso molti dischi, l’ultimo dei quali “Io non appartengo più”. Nel 2011 ha vinto il Festival di Sanremo con la canzone “Chiamami ancora amore”. Per Einaudi ha pubblicato diversi libri: “Viaggi del tempo immobile”, “Le parole non le portano le cicogne”, “Parole e canzoni”, “Diario di un gatto con gli stivali”, “Il libraio di Selinunte”, “Scacco a Dio”, “Il mercante di luce”.
Roberto Vecchioni: “La vita che si ama” (2016), Einaudi, pag. 158, euro 16,50.

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