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Rubrica “Lo sapevi che…”: Niente licenziamento se ti assenti dal lavoro per poche ore

25 Ott

Rubrica “Lo sapevi che…”: Niente licenziamento se ti assenti dal lavoro per poche ore

Illegittimo il licenziamento per una assenza di poche ore anche se non segnalata e non autorizzata dall’azienda.
Non si può licenziare un dipendente solo perché si è allontanato per qualche ora dal proprio posto di lavoro, anche se non lo ha segnalato in anticipo e, quindi, non è stato autorizzato dal datore. È questo l’orientamento della Cassazione segnato nella recente sentenza n. 6587/2016 del 5.04.2016.
L’interpretazione dei giudici supremi è sempre stata quella di ritenere legittimo il licenziamento in caso di assenza dal lavoro solo quando le funzioni del dipendente ricoprano una certa importanza e delicatezza: è il caso, ad esempio, della guardia giurata che abbandoni il proprio posto lasciando “scoperto” il luogo da presidiare. In tal caso è legittimo parlare di una perdita di fiducia verso il lavoratore, il che giustificherebbe il recesso dal rapporto da parte del datore.
Diverso, però, è il discorso nel caso di un dipendente le cui funzioni non siano particolarmente vitali e che, comunque, con la propria assenza non paralizzi l’attività né la metta a repentaglio.
Il licenziamento, trattandosi della più grave delle sanzioni irrorabili dall’azienda, deve anche essere l’ultima spiaggia, ossia quella applicabile solo quando la condotta è talmente grave da aver definitivamente e irrimediabilmente leso quel rapporto di fiducia che deve sempre sussistere tra datore e dipendente. Il licenziamento disciplinare, ossia quello per “giusta causa”, è un fatto che non consente la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto. Perciò in tali ipotesi, non è dovuto neanche il preavviso (cosiddetto licenziamento in tronco).
Pertanto, prosegue la Corte, laddove l’assenza è limitata a una sola occasione e per poche ore, il licenziamento deve considerarsi una sanzione sproporzionata rispetto al fatto commesso. Al contrario, sempre la giurisprudenza ha ritenuto più che fondata l’espulsione del lavoratore laddove l’assenza si sia protratta per più giorni e sia stata fraudolentemente occultata attraverso l’illecita timbratura dei cartellini di presenza.

(Red)

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