Sulmona: candidati sindaco firmano documento No Snam

SULMONA – Si riaccende il dibattito sul progetto Snam all’indomani del confronto pubblico dei sei candidati sindaco che ieri nella sede della Comunità Montana Peligna hanno firmato un documento dove si impegnano ad impedire la realizzazione della centrale e del metanodotto. Non una semplice promessa fatta in campagna elettorale. Qualora infatti l’impegno fosse disatteso, i sei candidati si sono impegnati fin da ora a rassegnare le dimissioni. Da Annamaria Casini, candidato sindaco di “Noi per Sulmona” è arrivato il plauso ai Comitati Cittadini per l’ambiente che da anni portano la battaglia No Snam. “Dico no al progetto Snam e con la firma del documento mi impegno a portare avanti questa lotta qualora sarò sindaco di Sulmona”, sostiene Casini. Ferma contrarietà alla centrale Snam, anche se venisse insediata ad alimentazione elettrica, viene espressa dal candidato Bruno Di Masci. “Sono convinto che siamo noi cittadini di questo territorio a dover decidere il nostro destino. Diremo no a qualsiasi industria impattante. Non consentiremo che la Valle Peligna e Sulmona diventino pattumiera dell’Abruzzo”, dichiara a chiare lettere Di Masci. “Siamo stati noi a chiedere di aggiungere nel documento che il sindaco che non dovesse rispettare l’accordo firmato dovrà dimettersi”, precisa il candidato sindaco di Sbic Alessandro Lucci. Secondo Lucci “i tempi devono essere contingentati e precisi. Deve essere uno dei primi atti che dovrà produrre il prossimo Consiglio Comunale”. Domenico Capaldo di Sel ritiene che il progetto deve essere contrastato con tutti i mezzi poichè la sua realizzazione “rappresenterebbe un colpo durissimo alla prospettiva di uno sviluppo eco compatibile per il turismo, per l’agricoltura di qualità a filiera corta e per la salute dei residenti in Valle Peligna”. “Oggi più che mai è necessario coinvolgere in questa battaglia tutti i residenti di Sulmona e della Valle, questa è la battaglia di tutti coloro che vivono e vogliono continuare a vivere in questo territorio”, rimarca Capaldo. Si aggiunge al coro Alberto Di Giandomenico di Sovranità. “Certamente che siamo contrari all’impianto sia centrale di compressione che metanodotto”, sottolinea. “Non sono per il no a prescindere ma questa è un’opera che non porta nessuna convenienza per questo territorio. Provocherebbe un abbassamento della qualità dell’ambiente, colpirebbe l’edilizia con il deprezzamento degli immobili e l’andamento del flusso turistico già in forte difficoltà. Non vogliano diventare la discarica della regione”. Chiosa Elisabetta Bianchi, candidato sindaco di Forza Italia. “ E’ un progetto devastante per il nostro territorio. Il mio no e’ assicurato anche sulla centrale elettrica. Non bisogna credere ai discorsi di facciata e bisogna considerare che molti candidati consiglieri delle grandi compagini hanno parere diverso”, incalza la Bianchi che invoca chiarezza.

Andrea D’Aurelio

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