Sulmona Istituto De Nino-Morandi, Dirigente Scolastico Massimo Di Paolo: “Speriamo che presto si possano risolvere le problematiche tecniche ed amministrative”

PRATOLA PELIGNA – “Speriamo che a breve giro si possano risolvere quelle problematiche sia tecniche che amministrative che danno ancora qualche ostacolo al ripristino del vecchio edificio”. Così il Dirigente Scolastico del Polo Scientifico-Tecnologico Massimo Di Paolo a proposito dell’Istituto De Nino-Morandi di Sulmona ancora chiuso, nonostante siano passati due anni dal sequestro della Guardia di Finanza dell’Aquila. Proprio in questi giorni si sono riaccesi i riflettori sull’edificio di via D’Andrea finito nel vortice di un’inchiesta giudiziaria legata ai lavori del post sisma. In sette sono indagati a vario titolo per truffa e falso ai danni dello stato. Dal 17 ottobre 2014 l’edificio storico dei ragionieri e geometri ha chiuso i battenti con la popolazione scolastica che è stata trasferita all’Iti di Pratola Peligna. “Sotto il profilo istituzionale sono state poste delle premesse con l’amministrazione comunale perché il De Nino-Morandi possa essere ricollocato nella nostra città come storicamente era e come è giusto che sia”- rimarca Di Paolo. Il preside tiene a precisare che “l’approccio con le istituzioni è più pragmatico, improntato sulla collaborazione”. Proprio sul plesso scolastico sulmonese nei giorni scorsi il Consiglio Comunale, recependo l’ordine del giorno presentato dal consigliere Alessandro Pantaleo, impegna il sindaco Annamaria Casini ad attivarsi presso il Presidente della Provincia dell’Aquila Antonio De Crescentiis per ottenere copia della documentazione tecnica emersa dallo studio congiunto Provincia/Ufficio di Fossa; ad ottenere dalla Provincia dell’Aquila le linee programmatiche che la stessa intende seguire per l’intervento di miglioramento/adeguamento sismico del fabbricato; a valutare, in accordo con la Provincia, la possibilità che il Comune di Sulmona possa essere individuato come soggetto attuatore, analogamente a quanto già fatto con il Liceo Classico Ovidio, anche in virtù delle riforme che ridimensionano l’ambito di competenza delle Province. Il Presidente De Crescentiis nel frattempo ha fatto sapere che l’ente attende l’ok del Tribunale dell’Aquila e della Procura per agire su una parte del fabbricato.

Andrea D’Aurelio

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