Sulmona e la sicurezza nelle scuole: la “scuola pomeridiana” porta tante difficoltà

SULMONA – Nessuna decisione è stata ancora presa ma la paventata idea di prendere in considerazione la strada della scuola di pomeriggio ha spinto alcune famiglie sulmonesi a costituirsi in un altro comitato che dice no al turno pomeridiano e vuole ragionare sulla sicurezza delle scuole. “Il comitato”- spiegano i promotori- “punta alla nascita di un tavolo di confronto e discussione con le autorità competenti ribadendo la necessità di trovare una soluzione che garantisca sia la sicurezza che la possibilità di svolgere l’attività didattica nella maniera migliore e più proficua”. “La nostra priorità, attestato che nel nostro territorio non sussistono le condizioni di uno stato di emergenza, è quella di contemperare le esigenze di sicurezza, il diritto all’istruzione e la serenità dei bambini, fornendo pertanto una proposta agli organi competenti, in base alla quale si accettano tutte le soluzioni possibili relative alla allocazione di edifici idonei, purché l’orario scolastico si svolga in orari antimeridiani – precisano un gruppo di famiglie, diverse da quelle che fanno parte del comitato scuole sicure- “Tale esigenza”- continuano- “si rende necessaria poiché, a nostro avviso, le reali condizioni non giustificano uno stravolgimento della vita familiare e della comunità sociale in cui viviamo; inoltre si tende a salvaguardare il rendimento dei bambini, il cui livello di attenzione nell’orario pomeridiano risulterebbe insufficiente a garantire un adeguato apprendimento. Si consideri anche la difficoltà dello svolgimento di attività extrascolastiche (sportive e ludiche), impraticabili nell’orario antimeridiano”. Come ultima spiaggia il comitato “accetterà l’eventualità di ritornare presso l’edificio scolastico di appartenenza purché agibile, in attesa delle proposte già deliberate (es. Musp), ferma restando l’urgenza dell’adozione di tutti gli atti propedeutici necessari a consentire lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici”.

Andrea D’Aurelio

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