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Sulmona: minore picchiato per una sigaretta

29 Nov

Sulmona: minore picchiato per una sigaretta

SULMONA – “Mi dai una sigaretta?”. “No, non ce l’ho”, ha risposto la vittima e poi due forti pugni in volto. Ha dell’incredibile quanto accaduto lo scorso 21 settembre nei giardini del parcheggio di Santa Chiara a Sulmona. Il personale del settore Anticrimine del Commissariato di via Sallustio, diretto dal Vice Questore Aggiunto Francesca La Chioma, ha individuato e denunciato a piede libero il responsabile della brutale aggressione avvenuta ai danni di un diciassettenne.

I FATTI

L’indagine è partita dalla segnalazione di un medico del pronto Soccorso dell’ospedale di Sulmona, dove il ragazzo si era fatto accompagnare dai genitori la mattina seguente, che ha notato che le lesioni riportate al volto dal minore erano incompatibili con la versione che aveva fornito, ossia una caduta accidentale. Il ragazzo aveva rimediato fratture multiple scomposte della mandibola di una certa gravità, tanto da dover essere sottoposto, dopo qualche giorno, a un complesso intervento chirurgico presso il reparto di chirurgia maxillo-facciale dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila, con prognosi complessiva superiore a 50 giorni. La vittima, raggiunta la mattina stessa in pronto Soccorso dal personale del Commissariato, aveva ammesso di essere stata aggredita, fornendo i primi elementi che hanno permesso di ricostruire, con difficoltà, quanto avvenuto ed individuare l’autore. La sera del 21 settembre scorso, il minore, mentre era seduto su un muretto con alcuni amici, è stato avvicinato da un suo conoscente che gli chiedeva una sigaretta. Dopo aver ricevuto una risposta negativa, il giovane, un ventunenne sulmonese, con diversi precedenti penali e pregiudizi di polizia, gli ha sferrato improvvisamente un pugno sul volto, seguito da un altro più forte dopo che la vittima ha chiesto spiegazioni del gesto. Due ragazzi presenti sono intervenuti per allontanare l’aggressore, che in quel momento ha minacciato la vittima di ritorsioni nel caso avesse fatto il suo nome a qualcuno. Il minore ha fatto rientro a casa e solo successivamente, rendendosi contro della gravità delle lesioni riportate, ha raccontato quanto avvenuto ai genitori e si è fatto accompagnare in ospedale. Il ventunenne è stato denunciato per i reati di lesioni personali aggravate ed estorsione. E’ stato l’aggressore in persona ad ammettere le sue responsabilità, in forza di una battente attività indagine condotta dall’ispettore superiore Daniele L’Erario. Al vaglio dei magistrati anche le posizioni giuridiche dei testimoni che, secondo gli investigatori, sono elusive.

A.D.A.

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