Uno “strascino” di gioia. Pratola Peligna conquista ancora una volta i gioiesi

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PRATOLA PELIGNA – Luci e colori speciali installati nel centro del paese e straordinaria ospitalità della gente del posto. Ecco i primi feedback positivi che arrivano dalla compagnia di Gioia dei Marsi dopo la prima notte trascorsa nella “ Casa del Pellegrino” a Pratola Peligna. Gioiesi e pratolani hanno rinnovato una radicata amicizia e fratellanza che trova la sua espressione nell’attaccamento e nella devozione alla Madonna della Libera. Una profonda venerazione che anche ieri, accompagnati dal sindaco Gianclemente Berardini e dal comitato festa, gli ha portati a percorrere dodici ore di cammino, sfidando le intemperie e le condizioni atmosferiche avverse. Al momento dell’ingresso in paese della Compagnia di Gioia oltre alla pioggia, unica nota dolente delle prime ore della festa, è partito un forte applauso dalla folla presente. Stanchi e sfiniti dopo il lungo viaggio i pellegrini sono arrivati nel centro peligno cantando a squarciagola i canti mariani. Il momento più toccante, di forte trasporto religioso, resta l’ingresso nel Santuario che avviene in ginocchio. Dalla navata centrale arrivano sul presbiterio dove baciano il simbolo della Madonna. Nel corso della serata, segnata da condizioni climatiche incerte, i gioiesi hanno avuto modo di raccontare la loro devozione alla Madonna della Libera. “ E’ un’emozione grandissima sia quando si arriva che quando si entra in Chiesa”. “Quest’anno abbiamo notato qualcosa di diverso. Tante luci e immagini della Madonna che non passano inosservate”. Soddisfatti anche i più giovani. “ Per me è la prima volta e mi sono trovato benissimo. Tornerò anche l’anno prossimo”, fa sapere un ragazzo. ” Appena arriviamo a Pratola è come sentirsi a casa. Ogni anno provo la stessa emozione”, commenta un’altra pellegrina. Apprezzata anche la buona cucina abruzzese. “Come al solito i pratolani non ci hanno fatto mancare nulla”, aggiungono dalla compagnia di Gioia. I pellegrini lasceranno il centro peligno domani dopo la Santa Messa delle ore sei del mattino. Usciranno dal Santuario sempre in ginocchio, chiedendo alla Madonna una sorta di “lasciapassare”. Che l’arrivo dei gioiesi resta il momento più significativo della festa lo ha confermato il Presidente del comitato festeggiamenti di Pratola Peligna Gianlorenzo D’Andrea. “ E’ stata un’emozione unica vedere i pellegrini entrare in Chiesa. Ho trattenuto le lacrime con difficoltà. Ho visto tantissima gente in piazza”, rimarca D’Andrea, rammaricato solo per l’inclemenza del tempo che ha fatto saltare il concerto di Marco Formichetti, rinviato al prossimo 5 maggio alle ore 21,30 in piazza Garibaldi. L’auspicio che la festa bagnata si tramuti in una festa fortunata.

Andrea D’Aurelio

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